MATERIE PRIME DA ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI
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L’uso di materie prime derivate da Organismi Geneticamente Modificati (OGM) viene percepito da alcuni consumatori come un rischio potenziale. Questo atteggiamento di cautela si indirizza in modo particolare verso gli alimenti a base di OGM. Tuttavia, anche per le plastiche biodegradabili, può nascere nei consumatori qualche riserva o preoccupazione derivante dall’utilizzo di materie prime naturali derivate da OGM.

L’opposizione all’uso di OGM nasce dalla percezione del rischio biologico creato dalla realizzazione di nuove combinazioni genomiche interspecifiche i cui effetti nella catena alimentare e nell’ambiente non possono essere totalmente previsti allo stato attuale delle conoscenze.
D’altra parte, l’impoverimento della biodiversità e il danno economico posto alle colture locali e tradizionali, sono elementi di preoccupazione da un punto di vista sociale ed economico.

La politica di NOVAMONT è di approvvigionarsi ed utilizzare esclusivamente materie prime naturali (quali ad esempio l’amido) non OGM. Per pervenire a questo obiettivo, si fa ricorso alla tracciabilità delle materie prime naturali, ossia ad una procedura di controllo della qualità applicata in modo routinario in collaborazione coi fornitori.

Prove di laboratorio vengono inoltre effettuate da istituti terzi per escludere rischi biologici legati all’utilizzo di additivi sintetici in alcuni gradi Mater-Bi® e derivati da fonti multiple (fossili o rinnovabili). I risultati ottenuti hanno mostrato che i materiali commerciali Mater-Bi® non sono contaminati con DNA modificato. Su richiesta del cliente, NOVAMONT può fornire il rapporto di analisi del grado di Mater-Bi® di interesse, che esclude il rischio biologico.

Inoltre NOVAMONT, allo scopo di ottimizzare l’impatto ambientale, sta costruendo la propria filiera produttiva che inizia dall’agricoltore e finisce coi polimeri biodegradabili (il progetto Bioraffineria). In questo caso, ovviamente, il controllo della catena di approvvigionamento si estende alle colture, facilitando ancor di più la tracciabilità delle materie prime.